Home Laga
 Gran Sasso
 Le vostre foto
 Mailing list

 Come fare...

 

L'ingresso della grotta

 
     
 

Info | Bibliografia

© 2003-2017
 

 

 
 

 ::. Monti Gemelli | Escursioni | Grotta S. Angelo a Ripe (Civitella del Tronto - TE)

info@lagagransasso.it
 

 

 
 


::. Difficoltà: nessuna
::. Dislivello ...
::. Durata... libera!
-> Mappa
-> OpenStreetMap
 

 

 

 
 
Grotta di S. Angelo a Ripe

Senza dubbio è la più importante e rappresentativa della Montagna dei Fiori. Scoperta dallo studioso di Castelli Concezio Rosa alla fine dell'800 e scavata dagli archeologi dell'Università di Pisa negli anni '60, ha restituito dati e materiali molto interessanti che coprono un arco di tempo vastissimo: dal Paleolitico Superiore (10.000 anni a.C.) per tutto il Neolitico (quinto millennio a.C.) e all'età storica.

I livelli più antichi hanno restituito strumenti di pietra quali punteruoli, grattatoi e lame e resti faunistici dell'orso delle caverne, dello stambecco e del camoscio. I livelli neolitici documentano la ceramica impressa ad unghiate e a pizzico, quella dipinta a bande rosse di tipo "Catignano" e quella famosissima di Ripoli, con motivi geometrici a lineee e punti di colore bruno. I livelli certamenre più importanti sono quelli del Bronzo Medio che restituiscono una notevole quantità di frammenti di ceramica attribuiti alla famosa produzione "Appenninica".

Risalgono all'epoca medievale le strutture murarie, tra le quali i resti di un forno, relative all'Eremo di S. Michele Arcangelo, con l'altare duecentesco (1236) e la scala in pietra che raggiunge il finestrone sulla parete orientale. I livelli medievali hanno restituito, inoltre, la sepoltura di una giovane donna sottoposta a craniotomia. La calotta cranica presentava due fratture da arma contundente, una delle quali mortale, inferta alla base del cranio. Resta tuttora da chiarire se l'intervento al cranio fosse di natura chirurgica, nell'estremo tentativo di salvare la donna, o se invece fosse legato a rituali magici.

La Grotta S. Angelo: un viaggio a ritroso nel tempo

La Grotta S. Angelo è la più grande delle numerose cavità che si aprono nel gruppo montuoso denominato Montagna dei Fiori, al confine tra Marche ed Abruzzo. Come molte altre grotte presenta una storia delle frequentazioni piuttosto complessa sin dal Paleolitico superiore, sia pure in modo sporadico, con i momenti di massimo sviluppo nel neolitico e nell'età dei metalli (Di Fraia e Grifoni Cremonesi 1996).

L'apertura , rivolta a mezzogiorno, a circa 600 metri s.l.m., dà accesso ad un ampio corridoio lungo diciassette metri che si allarga, verso la metà sinistra, in un'altra cavernetta suddivisa in varie grotticelle che servivano come celle per gli eremiti benedettini. All'estremità, restringendosi, immette alla grotta vera e propria dove una prima sala ovale, di 25X10 metri e alta circa 10 metri, fu adibita a chiesa, dedicata al culto di S. Michele Arcangelo.

Vi sono due altari, dei quali uno con mensa ricavata da una grande lastra di marmo e incisione sul bordo a caratteri gotici, risalente probabilmente al 1000; vi erano anche un'acquasantiera la cui base era un agnello in travertino, altri arredi oggi spariti. Il percorso, all'interno della grotta, ripropone il momento delle frequentazioni in epoca preistorica e la trasformazione dello spazio in chiesa e romitorio, sulle tracce degli antichi progenitori che di questo spazio fecero non un'area frequentata a scopo abitativo ma un luogo di culto e adibito a riti funerari dal neolitico antico (ca. 4600-4200 a.C.) fino all'età del Bronzo (II millennio a.C.). Dopo una interruzione durante i periodi italico e romano la grotta fu di nuovo adibita a culti con il Cristianesimo.

Il culto di S. Michele Arcangelo

Nell'Italia centro-meridionale risulta fortemente radicato tra le popolazioni il culto di San Michele Arcangelo, più in generale, dell'Angelo. Si tratta di un culto praticato in grotte e cavità naturali, spesso in contesti ambientali straordinari e di grande forza evocativa. L'origine del culto dell'Angelo è legata ai Longobardi, una popolazione barbarica che occupò l'Italia dopo la caduta dell'Impero Romano. Questa popolazione guerriera, in origine pagana, dopo la conversione al cristianesimo adottò, quale proprio santo protettore, l'Arcangelo Michele, angelo battagliero armato di lunga spada.

Il santuario a lui dedicato nella famosa grotta di Monte Sant'Angelo sul Gargano divenne ben presto meta di una moltitudine di pellegrini provenienti da gran parte d'Italia e fuori. Dal Gargano, il culto di San Michele Arcangelo si diffuse anche sulle montagne dell'Appennino centrale grazie ai pastori transumanti a cui si deve l'introduzione di altri culti di origine pugliese quali quello di San Nicola di Bari o della Madonna dell'Incoronata. Con molta probabilità, il culto di San Michele Arcangelo si sovrappose ad altri di origine pagana, in particolare a quello di Ercole un tempo molto diffuso tra le popolazioni italiche e romane dedite alla pastorizia.

Infatti San Michele ed Ercole presentano la forte analogia di essere entrambi personaggi guerrieri e combattivi, uno armato di spada, l'altro di clava. Questa caratteristica di certo non poteva passare inosservata in una popolazione di guerrieri come quella dei Longobardi, oppure tra i pastori che da sempre hanno dovuto usare la forza per difendere i propri armenti o per aprirsi la strada dei pascoli. Nell'Appennino Centrale numerose sono le grotte adibite al culto dell'Angelo. In esse si rinvengono sue statue, dipinti; vi furono perfino realizzate chiese sull'esempio di quella di Monte Sant'Angelo.

Questo culto risulta frequente in diverse cavità della Majella, sui Monti Carseolani, nei pressi di Liscia nel settore meridionale dell'Abruzzo. Il culto dell'Angelo è stato praticato in maniera ininterrotta, dal Medioevo fino a qualche decennio addietro, anche nella grotta più importante ed imponente lungo la valle del Salinello nel Parco. Anche in questo caso il santo cristiano ha occupato un sito sacro sin dalla preistoria, come testimoniano i reperti archeologici ivi rinvenuti.

(notizie a cura dell'Ente Parco)
 

 
     top