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Secondo la classificazione di Pignatti (1979), si possono riconoscere tre fasce vegetazionali nell'ambito della zona mediterranea: la fascia sannitica dai 750 ai 1300 mt s.l.m., la fascia subatlantica dai 1300 ai 1900 mt s.l.m. e la fascia mediterraneo-altomontana delle praterie d'altitudine.

La fascia sannitica o dei boschi misti caducifogli è caratterizzata da cerrete pure trattate a ceduo fino a 1300 mt, boschi misti (Fraxinus ornus, Castanea sativa, Malus sylvestris, Pyrus communis, Populus tremula, Acer obtusatum) inframmezzati fino a 1100 mt da coltivi, prati arborati e pascoli. Lungo i corsi d'acqua sono presenti formazioni ascrivibili ai Populetalia albae (Populus alba, Populus nigra, Alnus glutinosa, Alnus incana, Salix sp.), e formazioni miste umide (Corylus avellana, Ostrya carpinifolia, Quercus cerris, Populus tremula, Laburnum anagyroides, Salix caprea). Nelle esposizioni più fresche dei valloni si installano gli Ostryeti che tendono a colonizzare le parti più acclivi e mobili, le fasce di detrito e le vecchie frane.

Dai 1300 ai 1900 mt si estende la fascia subatlantica (syn. fascia montana) con estese faggete in gran parte massacrate da una scriteriata politica silvicolturale. In gran parte monofitico, il faggio (Fagus sylvatica) si ritrova spesso accompagnato da Acer pseudoplatanus, Taxus baccata, Ilex aquifolium, Sorbus aria, Populus tremula, Crataegus monogyna e dagli ultimi individui di Quercus cerris, Ostrya carpinifolia e Salix caprea. Due eccezioni rilevanti sono costituite da una faggeta che scende fino a 1000 mt circa in una valle con esposizione Nord e da una cerreta che raggiunge i 1600 mt associandosi a Betula alba, Prunus avium e Ostrya carpinifolia.

Meglio caratterizzate sono le praterie d'alta quota (fascia mediterraneo-altomontana) con seslerieti a Sesleria apennina, festuceti a Festuca violacea e Carex kitaibeliana e nelle zone a forte sovrapascolamento, vasti nardeti a Nardus stricta, specie poco appetita dal bestiame e resistente al calpestamento e che ha quindi sostituito altre specie più produttive. Altro segno dell'eccesso di pascolo è la presenza di specie nitrofile come Carlina acaulis, Cardus chrysacanthus, Cirsium eriophorum, Urtica dioica, Rumex alpinum, Taraxacum officinale, Phleum pratense e Poa alpina. Tipici delle praterie d'altitudine sono gli arbusteti a Juniperus communis var. nana, Salix erbacea, Salix retusa, Arctostaphylos uva-ursi e Vaccinium myrtillus che rispecchiano molto l'aspetto delle praterie alpine. Intorno alle cime è diffuso il pascolo a Elyna bellardii.

Nella zona di Cima le Serre - Monte Cuculé - Monte Cardito (nei pressi della strada che da Amatrice porta a Campotosto), l'antico bosco misto a latifoglie è stato convertito ad opera dell'uomo a pascolo "classe dei brometi", parzialmente ricolonizzato con conifere da rimboschimento (Pinus nigra, Pinus sylvestris, Picea abies, Abies alba) e da Acer pseudoplatanus e Quercus cerris. In gran parte queste praterie stanno riacquistando la loro struttura arborata mediante stadi di arbusteti (Prunus spinosa, Crataegus monogyna, Juniperus communis, Rosa canina, Spartium junceum e Serothamnus scoparius). (Cfr. biblio 19)
 

 
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