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Il lago di Campotosto da Cima della Laghetta

 
     
 

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 ::. Monti della Laga | Escursioni | Traversata della Laga da Monte Comunitore al lago di Campotosto

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::. Difficoltà: EE (difficile, un passaggio di I grado)
::. Dislivello in salita: +/- 2500 mt
::. Sviluppo: +/- 40 km
::. Durata complessiva 2 gg
-> Traccia GPS
 

Monte Comunitore e sullo sfondo i Sibillini
 

 

 
 


In realtà era stata già fatta varie volte, escursione dopo escursione, quello che mancava però era il legame tra le singole parti in modo che il tutto acquistasse forma e valore: una lunga cavalcata da nord a sud, da Monte Comunitore al lago di Campotosto, ri-toccando cime e creste percorse in tempi diversi.

L'itinerario non presenta difficoltà particolari, a parte il tratto roccioso per salire a Monte di Mezzo (1° grado, aggirabile) e qualche problema di orientamento per ritrovare il SI (Sentiero Italia), nel tratto finale, poco prima di scendere al lago di Campotosto.

L'acqua non è un problema, due sorgenti perenni (la Pedata e la sorgente Pane e Cacio), una all'inizio e una alla fine della traversata sono una garanzia, inoltre nevai residui o, alla peggio, le sorgenti a quote più basse permettono comunque un rifornimento idrico adeguato. Noi siamo stati fortunati in quanto sotto Pizzo di Moscio, a quota 2265 mt ossia a 150 mt dalla vetta, dove abbiamo piantato le tende, abbiamo trovato una piccola sorgente (vedi traccia GPS).

Il tempo è stato sì clemente ma spesso, fotograficamente parlando, ci ha negato la vista sul gruppo del Gran Sasso e, per quanto riguarda l'orientamento, obbligato ad una "navigazione" strumentale tra Cima Lepri e Pizzo di Moscio. Per tutto il resto ... perfetto!

Si lascia una macchina al lago di Campotosto, all'altezza del Fosso Casale, non lontano dal paese. Una volta presa la Salaria si continua verso Ascoli e all'altezza di Trisungo si risale verso Spelonga. Superato il bivio per il paese dopo circa un Km si incontra la deviazione, verso sinistra, per Monte Comunitore e Passo il Chino. La sterrata (+/- 8 km) in base alle condizioni e alla macchina che si ha a disposizione permette di risalire fino a +/- 1550 mt.

Inizialmente il Vettore domina l'attenzione mentre in successione si supera Monte Comunitore, si scende a Passo il Chino, si attraversa il bosco e si rimonta in cresta. Da quest'ultima ci si affaccia sulla valle che ospita il Rio Volpara e le sue cascate apprezzando Costa Monterotondo, Colle Finarolo, Monte Scalandro ed in lontananza i Monti Gemelli.

Raggiunta Macèra della Morte con alla base il famoso cippo, confine tra tre regioni, si risale in successione Pizzitello e Pizzo di Sevo prima di ridiscendere al Vado di Annibale. Si risale quindi lungamente verso Cima Lepri per poi traversare, più o meno restando in quota, in direzione di Pizzo di Moscio bivaccando poco sotto la cima. Peccato per quest'ultimo tratto immersi tra le nuvole, in quanto molto panoramico ...

Il mattino ha l'oro in bocca e la visibilità è ottima!

Sistemate le tende si riparte: Sella della Solagna, Monte Pelone, Monte Spaccato (non cercatelo sulla mappa) e sua maestà Monte Gorzano, la cui risalita mette a dura prova le gambe!

Il Gran Sasso, avvolto dalle nuvole, è oramai solo un ricordo in compenso però il versante amatriciano si offre in tutta la sua bellezza compreso il lago di Campotosto, che oramai ci accompagnerà fino alla fine della traversata.

Con vari saliscendi si superano le cime della Laghetta fino ad arrivare a Sella Laga, non lontano dalla sorgente Pane e Cacio. A questo punto chi fosse molto stanco può beneficiare di questa via di fuga per raggiungere la macchina, certo è che salterebbe il tratto più "pepato" dell'intera traversata: la cresta rocciosa per salire a Monte di Mezzo.

Direttamente (1° grado), oppure aggirandola verso destra (delicato), si supera e si raggiunge l'ultima cima, la più a sud della catena, oltre la quale inizia la discesa finale. Fare attenzione anche al tratto nel bosco, prima di incrociare il SI che con comodo sentiero ci riporta al Fosso Casale e quindi alla macchina.

Non è finita!

Inizia ora la parte più dura della traversata: il recupero della macchina sotto Monte Comunitore ...
 

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