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Mopolino - Palazzo Ricci in un disegno di Edward Lear (1844)

 
     
 

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 ::. Monti della Laga | Escursioni | Monte Civitella da Mopolino (AQ)

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::. Difficoltà: E (media difficoltà)
::. Dislivello +/- 830 mt
::. Durata 1/2 giornata
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Monte Civitella con i suoi 1603 mt rappresenta una delle elevazioni maggiori ad ovest del lago di Campotosto e quindi balcone ideale sui Monti della Laga, il gruppo del Gran Sasso e sullo stesso lago. La giornata da noi scelta per l'escursione purtroppo, causa nebbia, è stata avara di scorci sia nella parte bassa e sia per il lago ... ma eccezionale per tutto il resto!

L'itinerario 640, uno dei pochi segnalati sia sulla mappa che sul terreno, inizia dalla piazzetta di Mopolino (930 mt). Si segue la mulattiera che risale la Costa di Pago (qualche segno) fino a raggiungere in cresta la Forchetta di Mopolino (1457 mt).

Dalla Forchetta è possibile continuare liberamente in cresta verso sinistra, oppure seguendo il 640 scendere leggermente per poi risalire al Valico di Serrone (1470 mt). Da quest'ultimo si rimonta Colle di Pago (1557 mt) ed infine Monte Civitella. Panorama a 360°.

Per la discesa è possibile seguire tranquillamente la via di salita, oppure scegliere liberamente dove e come raggiungere la strada che costeggia il lago seguendola fino al bivio per il campeggio. Raggiunto il campeggio si continua per le Svolte di Lima, Pago Vecchio sino a Capitignano e da qui a Mopolino.
 

 
 

 

 
 


::.
Mopolino - Palazzo Ricci
L'edificio sorge lungo l'asse di collegamento Mopolino-Capitignano. La costruzione del palazzo si deve con molta probabilità ad Umberto Ricci comandante della milizia equestre di Alfonso I D'Aragona. Nel corso dei secoli l'edificio fu oggetto di ampliamenti e rifacimenti, tra cui il restauro eseguito da Raffaele e Giovanni Stern nel 1783, i due architetti furono consigliati alla famiglia Ricci da Papa Pio VI Braschi il quale utilizzò il palazzo come residenza estiva.

Nel 1839 l'edificio fu ristrutturato in parte su disegno del Valadier che mantenne sostanzialmente invariato il gusto neoclassico che ancora oggi domina l'intera costruzione. L'edificio è a pianta quadrangolare e si articola su tre piani con cappella gentilizia e giardino al suo interno, l'intera struttura è costruita con pietra arenaria e travertino.

La facciata principale è scandita da tre ordini di finestre impreziosite da nicchie con busti, festoni e stucchi in stile neoclassico, inoltre su due angoli del palazzo sono presenti due basse torrette sporgenti utilizzate per la vigilanza. Della struttura originaria resta l'elegante portale cinquecentesco a bugne di arenarie, all'interno del palazzo, una scala nobiliare consente di raggiungere il primo piano che risulta composto da un salone principale e da sei vani, mentre al secondo piano sono collocati dieci locali per la servitù. Uno straordinario apparato decorativo ricco di scene di caccia, motivi floreali ed elementi in rilievo caratterizza gli interni.

Alla facciata principale del palazzo è addossata la costruzione della cappella di San Domenico. Edificata nel 1579, la chiesa subì diversi danni con il terremoto del 1703. Nel 1838-39 fu restaurata su disegno di Giuseppe Valadier, allora attivo presso il Vescovado di Rieti. Sul portale di ingresso della cappella è posto lo stemma della famiglia Ricci; l'interno è in stile neoclassico, una lapide sepolcrale ricorda Giuseppa Raffaella Pica Alfieri, madre di Angelo Maria Ricci, morta nel 1798. Accanto all'organo è posto il soppalco dotato di due grate dietro le quali le contessine Ricci ascoltavano la messa.

(Info a cura dell'Ente Parco)
 

 
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