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Nei pressi dello Stazzo di Colle d'Asino

 
     
 

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 ::. Monti della Laga | Escursioni | Giro degli Stazzi da Preta (1192 mt)

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::. Difficoltà: EE (molto difficile)
::. Dislivello +/- 1100 mt
::. Durata complessiva 1 giornata
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"Questa è la Laga, queste sono le ultime montagne selvagge dell'Appennino Centrale." (Sandro Mecozzi)

Riportiamo dalla Guida Escursionistica dei Monti della Laga (Cfr. biblio 1):" A parte i cittadini, che fino a qualche anno fa frequentavano pochissimo queste montagne, coloro che da secoli le percorrono per cime, valli e creste, sono i montanari, pastori o boscaioli, che vi hanno tracciato, tra i numerosissimi, alcuni tra i sentieri più belli e più audaci."

E a proposito di quest'ultimi riferendosi allo Stazzo di Colle d'Asino (1760 mt):" Si tratta di un vero nido d'aquila, certamente lo stazzo più scomodo e sul posto più impervio di tutta la Laga."

Bene, se queste sono le premesse... siete avvisati!

Inutile dire che l'itinerario che proponiamo è riservato ad escursionisti che non si fanno intimidire dal ripido e sopratutto che sappiano cavarsela in assenza di sentiero. E' sicuramente utile avere una piccozza.

Da Amatrice si prosegue in direzione del lago di Campotosto fino ad incontrare (+/- 4 km) un doppio bivio, prendere quello con indicazione per Preta. Continuando si attraversa il ponte sul fiume Tronto, quindi si incontra la Fonte Pantalea e poco dopo si trova uno slargo dove si parcheggia.

Dal paesino parte un sentiero (segni) con indicazione: Monte Gorzano, stazzo di Colle d'Asino, Cascate di Ortanza. Si inizia a salire passando vicino a dei ripetitori e si continua, attraversando il Fosso del Vallone, fino ad arrivare alla sella di Colle Innammorato (1512 mt).

Dalla sella si segue il sentiero che risale la cresta, verso sinistra (segni), fino ad arrivare ad un bivio (+/- 1630 mt). Si prende il ramo di destra e anche se ogni tanto si vede qualche segno il sentiero va comunque cercato... a naso! Fare attenzione nel lungo traverso poiché il sentiero, inerbato e coperto di foglie, risulta alquanto delicato.

Lo stazzo di Colle d'Asino rappresenta il portone d'ingresso per il selvaggio Fosso di Ortanza. Quest'ultimo è possibile risalirlo completamente... ma non è questo il tema del giorno!

Dallo stazzo si punta alla destra del costone roccioso che lo sovrasta, il sentiero è ormai un vago ricordo, e senza via obbligata lo si risale. L'unica fascia rocciosa obbligata si supera centralmente, verso sinistra, su una piccola cengia ... con essenze arboree! Si continua quindi su pendio ripido ma privo di difficoltà fino ad arrivare, dopo aver aggirato un'altra fascia di rocce sulla sinistra, poco sopra Colle Vacciuno (1902 mt).

Molto bella la vista sul Fosso di Ortanza e sulla cresta della Cipollara.

Una volta sulla cresta Ovest di Monte Gorzano invece di seguire il sentiero, che sulla mappa parte da quota 2041 mt (forse c'è un errore nella mappa...), risalire fino ad arrivare a quota 2108 mt per poi scendere verso destra, agevolmente, fino a quota 1995 mt allo stazzo della Cipollara.

Dallo stazzo, per tracce di sentiero, si raggiunge in discesa il Fosso di Ortanza alla confluenza con un altro fosso per poi risalire, obliquando verso destra, fino ad arrivare alla cresta della Cipollara.

Oltrepassata quest'ultima tra due piccoli rilievi si scende a sinistra, nel Fosso Malopasso traversando al di sopra di una bella cascata. Quindi la si costeggia a sinistra, scendendo, fino ad incrociare il sentiero (segni, ometti) che proviene dallo Stazzo Fùcile (1775 mt).

Si scavalca la sella e seguendo i segni si imbocca il sentiero che, con ripidi zig-zag in mezzo al bosco, rapidamente fa scendere di quota. Arrivati in piano si incontra il "Bivacco Giovannino Blasi" (caratteristico masso utile in caso di necessità), si traversa quindi il torrente (+/- 1450 mt) e seguendo il sentiero verso sinistra, dopo aver attraversato il bosco di pini, si raggiunge la carrareccia che conduce (+/- 1,5 km) nei pressi del ponte sul fiume Tronto (+/- 1150 mt).

Ancora un po' di strada e ci siamo...

Questo itinerario, buona parte del quale si svolge su un "sentiero" ideale, di sicuro lascerà una traccia indelebile! A presto sui monti...
 

 
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