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La facciata della Basilica di San Bernardino - L'Aquila

 
     
 

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 ::. Monti della Laga | Cola dell'Amatrice

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Il bel monumento in bronzo dedicato a Cola dell'Amatrice (Nicola Filotesio), sistemato nei giardini pubblici in cima al Corso Umberto I, è un segno tangibile del bisogno degli amatriciani di celebrare con orgoglio la fama dei cittadini più illustri; un modo di corrispondere all'orgoglio di appartenenza che il Filotesio stesso manifestava quando, tra Marche e Abruzzo, firmava le sue opere come "Cola Amatricius", meritandosi la citazione di Giorgio Vasari, che in "Vite de' più eccellenti pittori scultori ed architettori" lo ricorda come "maestro raro Cola della Matrice".

L'artista presumibilmente nacque nel 1489 e morì nel 1559. Nelle cronache è indicato come figura tormentata e complessa, freneticamente dedito al lavoro creativo su tele e affreschi, alcuni dei quali conservati a Roma, nella Pinacoteca Vaticana e nella Galleria Capitolina.

Della sua attività di pittore rimangono molte testimonianze nelle chiese e nella Pinacoteca di Ascoli Piceno, città che gli conferì la cittadinanza onoraria e che porta l'impronta di Cola anche nella facciata del Duomo. In Abruzzo lavorò sopratutto a l'Aquila, dove progettò quello che forse è il suo capolovoro in architettura: la facciata di San Bernardino, da molti considerata anche il più bel monumento abruzzese del Rinascimento.

Il progetto urbanistico per la ricostruzione di Amatrice non risulta ben documentato; non si può quindi valutare appieno lo spessore dell'intervento di Cola. Nessun problema, tuttavia, nel rispettare una significativa tradizione e nel riconoscere agli amatriciani il diritto di attribuire a Cola la piena paternità della loro ariosa ed accogliente città.

Egli avrebbe operato, su iniziativa del feudatario Alessandro Vitelli, dopo il sacco della città del 1529 conseguenza dei conflitti tra Aragonesi ed Angioini. (Cfr. biblio 10)
 

 
     
 


La facciata, dalla maggior parte dei critici, giudicata opera eletta ed "espressione monumentale d'Abruzzo nel periodo rinascimentale", è opera di Nicola Filotesio, detto Cola dell'Amatrice, che la iniziò nel 1525.

Ideata a tre ordini architettonici, dorico, ionico, corinzio, fu portata a termine solo nel 1542. Cola dell'Amatrice ha realizzato in due anni il primo ordine dorico e negli altri anni quelli ionico e corinzio. Sebbene manchino elementi che avrebbero avvivato tutta la struttura, quali i tre rosoni, di cui ci sono solo gli occhi e le 16 statue nelle relative nicchie, resta sempre una delle massime espressioni dell'architettura abruzzese.

Il Cola dell'Amatrice si è ispirato ai progetti e ai bozzetti della chiesa di S. Lorenzo di Firenze di Michelangelo e di Giuliano Sangallo. L'ordine dorico è pregevole ed elegante nel suo fregio, animato da simboli triglifi, metope di buona fattura; solenne e dignitoso quello ionico centrale, con reminiscenza d'arte romana. (Cfr. biblio 4a)
 

 
     
 


All'interno della basilica di San Bernardino si trova l'altare dedicato a San Giacomo della Marca che tracciò le fondamenta della costruenda basilica..., nel 2006 durante una visita ad Urbino abbiamo avuto l'occasione, fortuita, all'interno del Palazzo Ducale, di "inciampare" su una tavola (cm 137x43) raffigurante appunto San Giacomo della Marca e attribuita a Cola dell'Amatrice. In modo furtivo, in quanto vietato, siamo riusciti a fare qualche scatto... 
 

   

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