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Rifugio Duca degli Abruzzi

 
     
 

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 ::. Gran Sasso | Escursioni | Traversata occidentale (Passo delle Capannelle - rif. Duca degli Abruzzi)

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::. Difficoltà: EE (difficile)
::.
Sviluppo totale +/- 45 km (1° giorno +/- 21 km; 2° giorno +/- 24 km)
::. Dislivello totale +/- 3100 mt
::.
Dislivello 1° giorno +/- 2200 mt in salita e +/- 1150 mt in discesa
::.
Dislivello 2° giorno +/- 900 mt in salita e +/- 1950 mt in discesa
::.
Durata complessiva 2 gg
-> OpenStreetMap
-> Traccia GPS
 

 

 

 
 


Le "grandi traversate" sono interessanti per la moltitudine di ambienti e panorami che offrono ma, a differenza degli "anelli" aggiungono un'ulteriore difficoltà: il ritorno alla macchina!

Il sentiero del Centenario ne è un esempio. Per effettuarlo obbliga ad una logistica che richiede una attenta pianificazione.

Una macchina va lasciata alla fine del percorso, e quando ci sono dubbi sulla riuscita dell'escursione bisogna strategicamente lasciarne un'altra +/- a metà tragitto. Posizionare le macchine richiede tempo e saggiamente si parte il pomeriggio prima, si piantano quindi le tende e all'alba si è pronti per la partenza. Una volta effettuato il percorso, con la macchina lasciata la sera precedente si accompagnano i "piloti" al recupero delle auto disseminate lungo il tragitto per poi, infine, tornare a caricare il resto della truppa e puntare finalmente a casa.

Che bello il sentiero del Centenario ... ma che palle il recupero delle macchine! L'esempio, il peggiore che possa capitare, è riferito in caso di gruppi numerosi. Comunque tant'è, chi vuole percorrere il sentiero del Centenario è obbligato a fare i conti con la giostra degli spostamenti in auto.

La traversata dal Passo delle Capannelle al rifugio Duca degli Abruzzi, nella sua gestione, è invece perfetta!

L'itinerario, lungo (+/- 21 Km) ed impegnativo (oltre 2000 mt di dislivello), permette di cavalcare l'intera cresta che dal Ponte della Lama, poco oltre il Passo delle Capannelle, superando una lunga teoria di cime raggiunge il rifugio Duca degli Abruzzi su Monte Portella.

Questo il primo giorno. Per il secondo si torna alla macchina passando per la testata di Valle Venacquaro e la Valle del Chiarino, ma ognuno potrà inserire le proprie varianti.

Dal Ponte della Lama, dove si parcheggia, si segue la carrareccia che conduce alla Cava di pietra (v. mappa), quando questa termina si risale liberamente, in diagonale, fino a raggiungere la cresta che porta al Monte San Franco (2130 mt). Dalla cima il lago di Campotosto ed i Monti della Laga si fanno apprezzare.

Dal San Franco si scende, seguendo la Cresta di Rotigliano, alla sella del Belvedere per poi risalire al Monte Jenca (2208 mt). Dopo aver superato i laghetti del Piano di Camarda, con piacevole vista sul Monte Corvo, si risale sull'aguzzo Pizzo di Camarda (2332 mt). Segue una discesa su tratto ripido e quindi in traversata si raggiunge Sella Malecoste (2228 mt).

Il sentiero impenna e si arriva alla Cima Malecoste (2444 mt) quindi un tratto +/- pianeggiante conduce a quello più impegnativo della traversata: da Cima Wojtyla (2425 mt) a Pizzo Cefalone (2533 mt).

Pizzo Intermesoli, Corno Piccolo e Grande risultano fotograficamente interessanti.

Una volta superato il "buco" di Cima Wojtyla fare attenzione in quanto la cresta diventa affilata ed esposta e richiede prudenza nell'attraversarla. Se non è tardi e le gambe acconsentono è possibile raggiungere Pizzo Cefalone, ma il consiglio è di scendere in quanto bisogna raggiungere il Passo della Portella (2260 mt) per poi risalire, di nuovo, per l'ennesima volta, su Monte Portella (2385 mt) e quindi verso l'agognata meta: il rifugio Duca degli Abruzzi.

Il secondo giorno si fa il percorso a ritroso fino a raggiungere il Passo della Portella. Poco oltre, restando sulla cresta, parte a destra un sentiero (segni) che scende, traversa e poi risale alla Sella del Cefalone (2320 mt). Da quest'ultima sempre in cresta si raggiunge la Sella dei Grilli, sotto Pizzo Intermesoli, quindi si scende alla testata di Valle Venacquaro (1919 mt) per poi risalire alla sua sella (per l'appunto Sella Venacquaro, 2236 mt).

A quota (2042 mt) si incontra un bel fontanile, sistemato di recente.

Superata la sella si scende allo Stazzo di Solagne (resti di costruzione) e poi al rifugio Fioretti (1500 mt, acqua). Dal rifugio inizia una lunga traversata, più o meno intorno ai 1500 mt di quota, con qualche problema di orientamento nei pressi dei ruderi del rifugio Forestale (v. mappa), che conduce alla strada proveniente dalla Statale 80 che porta al rifugio Panepucci. Seguendo quest'ultima per alcuni chilometri (ultimo sforzo!) finalmente si raggiunge la macchina.

Grandiosa doppia traversata assolutamente da fare ...

Ultima nota: durante il percorso all'andata non si incontrano sorgenti, quindi in base al periodo regolarsi di conseguenza con le scorte. Al ritorno nessun problema di rifornimento.
 

1° giorno - Panorama da Monte San Franco
2° giorno - Dal rifugio Duca degli Abruzzi
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