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Monte Prena dalle Torri di Casanova

 
     
 

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 ::. Gran Sasso | Escursioni | Torri di Casanova - Sentiero CAI Penne

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::. Difficoltà: EEA (tratti attrezzati con passaggi di I-II grado)
::.
Dislivello +/- 1000 mt
::. Sviluppo +/- 11,3 Km
::.
Durata complessiva 5-6 ore
-> OpenStreetMap
-> Traccia GPS
 

 

 

 
 


Percorrendo il Sentiero del Centenario dal Vado di Corno, le Torri di Casanova rappresentano il primo "ostacolo" piacevole da superare. Meritano però di essere raggiunte anche come mète a sé stanti.

L'itinerario proposto inizia dal Piano di Pietranzoni e segue la via CAI Penne (o Gianni Familiari), che risale il versante sud, supera le Torri con il sentiero del Centenario, e una volta raggiunta la Forchetta di Santa Colomba discende da quest'ultima per il canalone che costeggia il non lontano Monte Faeto.

Dopo aver imboccato la strada che porta all'Albergo di Campo Imperatore parcheggiare sulla destra, ad uno slargo, subito dopo aver superato i ruderi di S. Egidio. Poco più avanti inizia sulla destra una pista che attraversa il Piano di Pietranzoni, seguirla per circa un km fino ad incrociare un'altra pista che si segue ancora verso destra.

Dopo un centinaio di metri, ad un secondo bivio, seguire la pista di sinistra fin quando non diventa evanescente dopodiché, superato il sentiero per il Vado del Piaverano, si raggiunge il pianoro sabbioso compreso tra le Torri di Casanova e Monte Faeto (1897 mt).

Dopo aver superato una struttura in cemento, sulla sinistra si individuano i segnavia della via CAI Penne che risalgono all'interno di un canalino e con facili passaggi di arrampicata, primo grado e uno di secondo, permettono di risalire fino ad uscire in cresta alla base delle Torri di Casanova, dove iniziano i tratti attrezzati.

Con scalette e corde fisse si superano in successione le varie torri fino ad arrivare alla Forchetta di Santa Colomba (2260 mt). Dalla Forchetta si scende, sulla destra (sud), in un ampio canalone su tracce di sentiero evidenziate da qualche ometto di pietre e rari segni blu. Dove il canalone diventa più profondo ci si tiene sulla destra ricercando il terreno più agevole fino ad incrociare di nuovo il sentiero dell'andata.

E' utile ricordare che la traccia sulla mappa del CAI (v. biblio 8) è sbagliata. Così come è sbagliato il tratto iniziale che scende dal Vado del Piaverano ...
 

 
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