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Il canale-camino

 
     
 

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 ::. Gran Sasso | Escursioni | Monte Prena (2561 mt) per la Via Brancadoro

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::. Difficoltà: AF+ (alpinistica facile con passaggi di I e II grado; due di III)
::.
Dislivello +/- 950 mt
::.
Durata complessiva 1/2 giornata
-> OpenStreetMap
 

 

 

 
 


Visto da sud, dalla piana di Campo Imperatore, Monte Prena contrasta con il suo versante irregolare il vicino Monte Camicia. Torri e pinnacoli caratterizzano la Via Brancadoro che sfruttando un articolato crestone permette di risalire, con divertente arrampicata, la vetta del Prena.

Seguendo la statale 17 bis, che attraversa la piana di Campo Imperatore, alla fine di un rettilineo 2 km prima del bivio per Fonte Vetica si stacca una pista che conduce alla vecchia Miniera di Bitume (Lignite). La si percorre per circa 2 km e si parcheggia nei pressi del primo bivio che si incontra.

Seguire l'evidente fiume di pietra della Fornaca fino a raggiungere la base dello sperone che divide in due il canale, nei pressi di Fonte Fornaca, e che fino a qualche anno fa ospitava il Bivacco Lubrano. Attualmente è rimasto soltanto il basamento a testimoniare dell'esistenza del bivacco scomparso forse a causa di una valanga (?) o una bufera di vento. Meritevole comunque senz'altro di una visita.

Tornati di nuovo in basso, sul fondo della Fornaca, si risale lo stretto vallone che porta alla sella (1970 mt) tra la sommità delle Veticole ed il Prena. Si sale quindi verso destra (Nord) fino ad incontrare la targa di inizio della via dedicata ad Adelelmo Brancadoro.

I passaggi più impegnativi della via sono rappresentati da un canale-camino di 80-100 mt con passaggi di I-II grado, una rampa esposta verso destra (III grado, è il passaggio più difficile) e una paretina di circa 10 mt con passaggi di II grado. Alla fine della paretina si deve scegliere: o si traversa a destra (II grado, esposto) oppure si tira dritto (III grado).

Poco oltre le difficoltà terminano e ci si ricongiunge con la Via dei Laghetti proveniente da sinistra. Per ghiaie si superano le ultime rocce, obliquando verso sinistra, e si raggiunge la vetta.

Per la discesa dalla croce si continua sulla cresta, verso Est, per un breve tratto per poi scendere verso Nord in un ripido canalino ghiaioso fino a raggiungere una spalla. Seguendo il sentiero verso destra, a zig-zag tra erba e ghiaie, si raggiunge prima la cresta Est e poco più avanti, dopo aver risalito un cocuzzolo, la depressione del Vado di Ferruccio (2245 mt, targa).

Dal Vado il sentiero scende a destra e dopo aver attraversato tutto l'anfiteatro, formato dal versante sud-occidentale di Monte Camicia, conduce con un piccolo valloncello alla carrareccia che porta alla ex miniera. L'auto non è lontana...
 

 
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