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Alla base della parete nord di Monte Camicia, il Fondo della Salsa

 
     
 

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 ::. Gran Sasso | Escursioni | Da Castelli al Fondo della Salsa

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::. Difficoltà: E (media difficoltà)
::.
Dislivello +/- 400 mt
::.
Durata complessiva 2-3 ore
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La parete nord del Camicia, scalata per la prima volta nel 1934 da Bruno Marsili e Antonio Panza, è sicuramente la più severa ed impressionante parete degli Appennini. L'itinerario proposto permette di raggiungere il selvaggio anfiteatro alla base della grande parete.

Per spiegare l'origine del toponimo "Fondo della Salsa" è sicuramente utile fare riferimento al resoconto di viaggio di Douglas William Freshfield - Il Gran Sasso d'Italia  tratto da "The Alpine Journal" - Londra 1878 (v. bibliografia).

Quando fa riferimento al Monte Camicia (cfr. pag. 30, nota 24) dice: "Il monte di Castelli. I differenti punti sono conosciuti come il Ferruccio, il Balzo in Camiccia e la Forchetta di Siella".

["il Balzo in Camiccia", che nel testo inglese è riportato dall'autore in italiano, indica chiaramente la parete Nord del Camicia; pertanto è probabile che l'attuale inspiegabile toponimo "Fondo della Salsa", riferito alla base della parete Nord, sia stato in origine "Fondo del Balzo" N.d.r.]

Da Castelli (497 mt) si prosegue per Rigopiano. Dopo aver superato la Scuola d'Arte di Ceramica si attraversano le piccole frazioni di San Rocco e San Salvatore fino ad arrivare ad una curva a sinistra, nei pressi di Colle Rustico, dove inizia il sentiero (+/- 770 mt).

Questo si svolge in faggeta e raggiunge una piccola sella a quota 857 mt quindi costeggia fino a raggiungere il torrente del Fosso Morto, che più in basso alimenta il fiume Leomogna, ed infine risale.

Dopo aver attraversato un altro fosso, in corrispondenza della Fonte dei Signori (995 mt), si continua su prati incontrando prima il monumento dedicato a Piergiorgio De Paulis (alpinista aquilano caduto durante la prima salita invernale della parete nord del Monte Camicia) e poco più avanti il masso con la targa sempre dedicata al De Paulis.

Dopo aver incrociato il sentiero dei 4 Vadi si prosegue sul nevaio fino a raggiungere il margine della conca alla base della impressionante parete.

Il pericolo che cadano dei sassi obbliga a non avvicinarsi troppo!
 

 
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