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L'Eremo di Fratta Grande

 
     
 

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 ::. Gran Sasso | Escursioni | L'Eremo di Fratta Grande da Pretara (TE)

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::. Difficoltà: T (nessuna!)
::.
Dislivello +/- 0 mt
::.
Durata complessiva: libera
::. Info: Comune di Isola del Gran Sasso, tel. 0861-975926
-> Google map
-> Filmato
 

 
 

 

 
 


Dopo aver superato Isola del Gran Sasso, a circa 3 km, si incontra la piccola frazione di Pretara. L'eremo si trova poco oltre, sulla destra, incassato sotto una rupe non lontano dal torrente Ruzzo.

"Nonostante Fra' Nicola fosse ormai avanti con gli anni, intraprese la costruzione di questa chiesetta con romitorio sotto la grotta di Fratta Grande, a poca distanza dalle acque del torrente Ruzzo. Tutto ciò avveniva qualche anno prima del 1856: in un suo passaporto risulta, infatti, che in tale data egli era già dimorante a Pretara.

Il comune nel 1873 concesse a Fra' Nicola un'area circostante il romitorio per la sua opera meritoria di abbellimento dei dintorni della chiesetta e per i restauri da lui effettuati a S. Cassiano. Negli ultimi anni della sua operosa esistenza, non potendo più girare per la questua, gli fu offerta ospitalità dai Padri Passionisti, ma egli rifiutò preferendo continuare la sua vita di stenti e di solitudine.

Morì il 23 febbraio del 1886. Il municipio di Isola si occupò delle esequie incaricando il prevosto Nicola Iezzoni di comporre le epigrafi che riassumessero la sua vita spirituale. Fu sepolto sotto il piccolo organo che aveva costruito e nella cassa fu posta, in un tubo di stagno, una pergamena nella quale erano ricordati i fatti più salienti della sua vita.

Il nostro eremita anche in vita doveva godere di una certa notorietà a giudicare dalle numerose visite che riceveva nel suo eremo e spesso da parte di personaggi illustri quali Michetti e Barbella. Anche il Romani, pochi mesi prima che Fra' Nicola morisse, andò a fargli visita a Fratta Grande e descrisse in seguito, in maniera particolareggiata, l'eremita e il suo eremo.

(Realizzazione Archeoclub - Pescara - Majambiente)

Gli Eremi di Fra' Nicola
"Alcuni eremi del versante orientale del Gran Sasso devono la loro notorietà, ed in alcuni casi la continuità del culto, all'opera di ricostruzione di un eremita laico che visse in questi luoghi nell'Ottocento: fra' Nicola Torretta.

Fra' Nicola nacque a Picciano, allora in provincia di Teramo, nel 1803 da famiglia agiata. Il padre, commerciante in seterie, in seguito ad un furto subìto si trasferì nella vicina Castelli dove, per vivere, riprese il mestiere di sarto che aveva già svolto in gioventù. Qui Nicola cominciò a lavorare come contadino, ma dimostrava notevole attitudine per qualsiasi lavoro manuale, oltre a possedere una buona dose di fantasia.

La svolta che segnò la sua vita avvenne nel 1822, quando il sindaco di Teramo, per prevenire agitazioni popolari fomentate dalle nuove idee e da un forte scontento della popolazione, ricorse alla religione. Infatti richiese una missione dell'Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo: sotto la guida di don Gaspare del Bufalo numerosi drappelli di missionari furono inviati in tutta la provincia per una predicazione a tappeto.

I toni lugubri di tale predicazione ottennero il loro effetto sulla massa ignorante delle campagne e sui ceti più bassi e, in un'atmosfera da fine del mondo, l'unica preoccupazione comune fu quella di salvarsi l'anima. Nicola fu talmente preso da quei sermoni che, abbandonata la casa paterna, si diede a seguire i missionari conducendo una vita di stenti e penitenze.

Probabilmente il suo esempio, portato così all'eccesso, era più scomodo che utile per i missionari, i quali, per toglierselo di torno, gli consigliarono di recarsi ad Ortona per vestire l'abito dei Cappuccini. Qui, con suo immenso dolore, fu rifiutato perché sordo all'orecchio sinistro per uno schiaffo ricevuto dalla madre in gioventù. Iniziò allora la sua vita di solitario laico.

Restaurò gli eremi di Santa Maria a Pagliara, Santa Colomba, San Nicola di Fano a Corno, San Cassiano e costruì di sana pianta l'Eremo di Fratta Grande, dove trascorse gli ultimi anni di una vita laboriosa. Nel 1986, in occasione del centenario della sua morte, il comune di Isola del Gran Sasso ha posto sulla parete rocciosa vicina all'ingresso una lapide a ricordo dell'ultimo eremita del Gran Sasso."

::. Per ulteriori informazioni: Eremi d'Abruzzo - Guida ai luoghi di culto rupestri (Cfr. biblio 15a).
 

 
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